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Il Museo 'Palazz di Campodolcino' preserva e mette a disposizione dei visitatori documenti e memorie storiche intorno alla vita della Valle e ai traffici lungo il Passo dello Spluga
Il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo (MUVIS) ha sede nello storico edificio cinquecentesco della frazione Corti di Campodocino.
Il Museo testimonia la civiltà della Valle e l’importanza storica e commerciale che ha avuto nei secoli la Via Spluga, importante canale di comunicazione tra il bacino del Mediterraneo e l’area a nord delle Alpi.
Al suo interno sono allestite varie sezioni dedicate ai mestieri tradizionali, allo sport e turismo in Valle Spluga, alla dimora tipica, ai lavori femminili e ai giochi della tradizione, il tutto collocato in antiche “stüe” d’abete.
All’ultimo piano trova spazio la sezione scientifica sull’ambiente naturale della valle con una laboratorio didattico rivolto al tema dell’acqua e l’energia.
All’interno del palazzo è visitabile anche la cappella settecentesca di S. Antonio accuratamente restaurata
Il ’Palàzz’ in Frazione Corti, Campodolcino
Una (probabile) osteria dei Chiaverini del XVII Sec., costituisce il nucleo originario dell’edificio (cantine e sovrastanti due piani) corrispondente in pianta al quadrante sud-occidentale.
Ne fece acquisto (1777), rilevandolo da diversi proprietari, l’Abate Antonio Foppoli, ’figlio del nobile Giambattista di Mazzo di Valtellina, cavaliere, protonotario apostolico, fecondo, erudutissimo letterato ’, accademico dell’Arcadia con il nome di Rhetus Cisalpinus e ’padre cappuccino noto come Giuseppe Maria da Tresivio, secolarizzato’ (1772) su sua istanza e a cagione di salute, da Clemente XIV.
Demoliti i rustici giustapposti sul lato est, il Foppoli ne ricavò una Cappella (1786) "ornata di altare con gradini a stucco ed a guglia di marmo, e quadro, con piture di architetura in tutto l’oratorio, proporzionata Sagristìa, e porta batitonà [sic] in strada publica e, sopra la Cappella, un’ampia Sala delle Assemblee dei Capi Famiglia della Frazione. Su tutto il perimetro elevò, inoltre, un terzo piano e un tetto a padiglione, il cui spiovente nord fu poi prolungato a coprire un nuovo settore di due piani costruito entro il 1811, data della mappa napoleonica in cui, in pianta, tutto ciò è ben evidente.
Il perimetro è rimasto inalterato, ma, da allora agli anni ’50 del secolo scorso, sono stati eseguiti sul solo settore nord discutibili interventi in alzato, razionalizzati nel restauro approvato dalla Soprintendenza e testé concluso. Nel quadro dell ’architettura della Val San Giacomo, il Palàz è il caso più ragguardevole di dimora signorile.
Donando il Palàzz, a fini di ’pubblica utilità’ (4-24/3/1786), alle Frazioni Corti ed Acero", il Foppoli pose all’ingresso una targa, ora perduta, con l’iscrizione ’Juris Foppolianea usupublica’.
Questa mossa rafforzò le attività di ’privato sociale’ dell’Ente, beneficio di Corti e Acero, e non solo: nel Palàzz si svolsero varie iniziative sociali, tra cui, già subito, la riorganizzazione della pubblica scuola.
Orario apertura:
Fino al 30 giugno 2013
tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e il sabato anche dalle 16.00 alle 18.00.
Chiuso il lunedì.
Aperture su richiesta e visite guidate per gruppi di minimo 5 persone
Prezzi:
Ingresso intero: euro 4,00
Ingresso ridotto: euro 2,00 (residenti in Val San Giacomo, studenti e maggiori di 65 anni)
Ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni di età
Per informazioni:
Museo della Valle San Giacomo e della Via Spluga
Palazz - Frazione Corti - 23021 Campodolcino (SO)
Tel. +39 0343 50628 +39 329 0350903
info@museoviaspluga.it
www.museoviaspluga.it
Responsabile: Dott.ssa Enrica Guanella
Per informazioni:
Ufficio Turistico Campodolcino
Tel. +39 0343 50611- campodolcino@valtellina.it