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Il più nobile dei "rossi" di montagna nasce nei mesi più freddi e da questo clima trae forza e profumi, struttura e personalità. Scopritene i segreti visitando le case vinicole valtellinesi
Inverno stagione di vini? Sembra strano dirlo ma in Valtellina è così, sono proprio i mesi invernali quelli in cui nasce il re dei vini valtellinesi, lo Sforzato.
Il suo nome deriva dalla pratica di “forzare” ossia prolungare la maturazione dell’uva lasciando appassire i grappoli migliori per alcuni mesi dopo la vendemmia. I grappoli, selezionati prima della vendemmia, vanno raccolti a mano badando di non rovinare la buccia degli acini. Distesi in cassette, appassiscono naturalmente per circa tre mesi in locali asciutti e ben aerati; questo comporta un calo del peso originario delle uve: da 2 kg di uva fresca derivano 1,2 kg di uva appassita. I grappoli, staccati dalla pianta, continuano a vivere: il loro succo si concentra e si sviluppano sostanze aromatiche che non esistevano nell’uva fresca. Tra gennaio e febbraio, le uve appassite sono vinificate in rosso con prolungata macerazione, seguono una lunga fermentazione (possibile solo grazie alla forza dei lieviti indigeni) e una lunga maturazione in legno e in vetro per un vino di gradazione notevole e grande corpo, un vino “da meditazione” da gustare in buona compagnia magari davanti al fuoco di un camino.
Scoprire i segreti di questo vino eccezionale non è facile, ma visitare le tante case vinicole valtellinesi può essere un punto di partenza… basta un po’ di curiosità e una telefonata per prenotare una visita.