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Con la sua bella facciata rinascimentale è una delle architetture signorili più interessanti di Sondrio
Il quartiere in cui si trova, anticamente detto “Cantone”, esisteva già nel Medioevo e sin da allora era attraversato dalla principale direttrice della valle, la Via Valeriana, che costituì per secoli l’unico accesso occidentale alla città, trovandosi l’unico ponte sul Mallero proprio in cima alla contrada.
A differenza delle vicine case, che nei secoli hanno subito ricostruzioni e rimaneggiamenti, Palazzo Carbonera ha conservato pregevoli elementi architettonici cinquecenteschi, quantomeno nella parte nord-orientale che conserva finestre sormontate da timpani spezzati e capitelli affini a quelli degli edifici valtellinesi di primo Cinquecento più aggiornati rispetto al gusto bramantesco: Palazzo Besta di Teglio e il Santuario di Tirano.
A differenza delle vicine case, che nei secoli hanno subito ricostruzioni e rimaneggiamenti, Palazzo Carbonera ha conservato pregevoli elementi architettonici cinquecenteschi, quantomeno nella parte nord-orientale che conserva finestre sormontate da timpani spezzati e capitelli affini a quelli degli edifici valtellinesi di primo Cinquecento più aggiornati rispetto al gusto bramantesco: palazzo Besta e il Santuario di Tirano.
Quest’ala del palazzo si affaccia sulla corte interna con un portico retto da colonne che recano interessanti capitelli scanalati. Una scala parzialmente coperta consente di raggiungere il loggiato al primo piano, dove il ritmo delle arcate si raddoppia. Il loggiato superiore si raggiunge invece dall’interno. Su questa stessa facciata, nella parte alta, si scorge una decorazione graffita a losanghe riscontrabile anche su altre dimore nobiliari cinquecentesche valtellinesi.
Dalla prima loggia, attraverso due bei portalini, si accede in altrettanti saloni coperti da volte a botte lunettate, uno dei quali reca dipinte sulle pareti curiose architetture castellane e, per due volte, la data 1631. Dall’altro proviene la bellissima stüa attualmente inserita nel percorso museale del Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano.
La ripetuta presenza su porte e finestre dello stemma dei Parravicini, in un caso accompagnato dalla data 1535, consente di riferire a questa illustre famiglia gli interventi di epoca rinascimentale che qualificarono la struttura secondo le più aggiornate tendenze milanesi. L’edificio passò in seguito ai Carbonera.
Per informazioni:
Ufficio Turistico Sondrio Valmalenco
Tel. +39 0342 451150 - +39 0342 219246 - info@sondrioevalmalenco.it