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La Chiesa di Sant'Alessandro a Lovero

La Chiesa di Sant'Alessandro a Lovero - Foto 1 La Chiesa di Sant'Alessandro a Lovero - Foto 2 La Chiesa di Sant'Alessandro a Lovero - Foto 3
 L'ex parrocchiale di Sant'Alessandro sorge in un castagneto ai margini del paese, presso le rovine dell'antico castello Pregnolino del XI/XII sec., di cui non esistono più tracce


La chiesa, citata per la prima volta in un documento del 1257, fu la parrocchiale di Lovero dal 1598 al 1825.
Frutto di un ampliamento quattrocentesco che ne modificò l’orientamento, l’attuale edificio conserva il campanile in stile romanico e alcuni muri della primitiva struttura medioevale, la cui facciata volgeva a nord, verso la valle.
La chiesa è composta da un’unica ampia navata con copertura a capriate e loggia seicentesca in controfacciata, l’interno appare particolarmente suggestivo per la presenza di numerosi lacerti ad affresco che lasciano solo immaginare come potesse essere la chiesa nel suo momento di massimo splendore. 
Le decorazioni più integre, sulla parete laterale di sinistra, mostrano una teoria di Santi cui si accompagnano la Pietà vicino all’altare di sinistra e la Natività, di cui si scorge un frammento accanto alla porta laterale. Si tratta probabilmente di affreschi a carattere devozionale, per ragioni stilistiche riferibili al pittore “Giovannino da Sondalo”, attivo peraltro anche a Vervio e a Mazzo. 
Il presbiterio conserva splendidi affreschi eseguiti dal grosino Cipriano Valorsa nella seconda metà del Cinquecento.
Di rilevanza storico-artistica anche il tabernacolo-ciborio in legno scolpito e intagliato, dorato e dipinto a forma di tempietto opera di Alessandro Locheti di Lovero (1582) e l’altar maggiore che regge il tabernacolo, opera di Giovan Battista Del Piaz (1708) cui vengono riferiti anche il mobile della sagrestia (1716 ca.) e la statua lignea di Santa Caterina da Siena posta sull’altare di destra (1708 ca.).
Lungo la fiancata di sinistra corre l’antico cimitero-porticato, dove ancora si individuano le sepolture, mentre sul retro si trova un ossario quadrangolare aperto su due lati, interessante non tanto per la sua struttura architettonica, quanto per l’affresco cinquecentesco raffigurante Cristo in croce con Madonna e Santi (XVI/XVII). Esso venne restaurato verso il 1712 e il pittore Giovan Battista Muttoni ne decorò il soffitto. 

Per informazioni:
Ufficio Turistico Tirano
Tel. +39 0342 706066 - iattirano@valtellinaturismo.com


  
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