Chiese

 

Scoprite le oltre 500 chiese della Valtellina: fanno parte del paesaggio come i vigneti, i torrenti e le montagne. Perché non immaginate un itinerario alla scoperta di questi gioielli d’arte della Valtellina? Cominciate dalla rinascimentale Basilica della Madonna di Tirano edificata sul luogo dell'apparizione della Beata Vergine al tiranese Mario Omodei (anno 1504).  Dopo fate un salto a Chiavenna dove sorge la collegiata di San Lorenzo con una fonte battesimale in pietra ollare con figure  a mezzo rilievo che reca la data 1156; a Morbegno c'è il Santuario rinascimentale della Beata Vergine Assunta. Non dimenticate il tempietto di San Fedelino sul lago di Mezzola costruito attorno al decimo secolo, il Santuario della Santa Casa di Loreto a Tresivio  e i resti dell’Abbazia di S. Pietro in Vallate a Cosio Valtellino , mentre nei pressi di Sondrio c'è il Santuario della Madonna della Sassella: domina su uno sperone roccioso tra i vigneti terrazzati da cui nasce l'omonimo vino Valtellina Superiore DOCG.

Chiesa della Trasfigurazione

 

CONTATTIloc. San Sisto Starleggia (rif. parrocchia di Campodolcino)

INDICAZIONIla chiesa si raggiunge da Chiavenna salendo per Madesimo con la Statale 36: raggiungere Campodolcino e proseguire verso Isola, in zona camping imboccare la strada per Staleggia dove, dopo alcuni tornanti, si troverà la chiesa (altezza 1565 mt.)

 

DESCRIZIONE
Furono le famiglie Scaramella e Barilani a donare il terreno necessario per l'edificazione della Chiesa benedetta il 6 agosto 1613. Nel 1704 si accrebbe di due cappelle laterali dedicate alla Madonna del Rosario ed a S. Antonio di Padova: la prima costruita a spese del generoso cavaliere Giampàolo Gadina de’ Torriani, canonico in S. Lorenzo di Chiavenna, lo stesso che nel 1696 vi aveva donato il quadro raffigurante S.Sisto in atto di adorare Gesù trasfigurato sul Tabor. Restaurata del 1893, ha una planimetria di m 5 per 11,50. Un ulteriore restauro della Chiesa è avvenuto nel 1978.

CURIOSITA':
Gli anziani di Starleggia raccontano come al campanile di San Sisto badasse sempre qualcuno per richiamare l’attenzione in caso di pericolo, vi era anche una più piccola campana a ovest di San Sisto presso la cosiddetta dogana del Ponte del Passo tra l’Alpe Morone e l’Alpe Ca’ Togni. Il richiamo dei rintocchi tra una campana e l’altra costituiva un segnale di pericolo riconoscibile dai soli alpigiani.