Formaggi

 

Lasciatevi catturare dal gusto imperdibile dei formaggi della Valtellina: dagli alpeggi, dove gli animali pascolano liberi, nascono prodotti unici come il Bitto e il Valtellina Casera a marchio DOP. Scoprite l'aroma delle erbe di alta montagna con il Bitto DOP, dal gusto dolce nell'anno della produzione, più intenso con il prolungarsi della stagionatura. Nel fondovalle gustate il Valtellina Casera DOP, un formaggio semigrasso che prende il nome dagli ambienti - le casere -  dove è prodotto e stagionato; è perfetto come condimento dei pizzoccheri, il piatto principe della gastronomia tradizionale, o per la produzione degli sciatt, le tonde frittelle di grano saraceno, e della polenta taragna. Infine, fate il tris di gusto con lo Scimudin, "Bandiera del gusto" 2014 per la Coldiretti: dal sapore delicato e fresco di latte, è il più classico dei formaggi "fatti in casa". Provate altri prodotti storici come il Latteria e la Ricotta.

Info: www.ctcb.it

Degustazioni

 
 

Fate un brindisi in Valtellina nelle numerose cantine, nei ristoranti e alle feste e sagre, dove potete accompagnare a un bicchiere di buon vino tutte le tipicità del territorio. Scoprite la tradizione gastronomica cominciando dai Pizzoccheri, le rustiche tagliatelle di grano saraceno condite con formaggio Valtellina Casera, burro d’alpe, patate e verze; provate gli Sciatt, frittelle di grano saraceno ripiene di Casera o quelle di Tirano, chiamate Chisciöi

Non perdete i prodotti protetti da marchi di qualità come la Bresaola IPG o il formaggio Bitto DOP stagionato, da accompagnare con il pane di segale e tutte le 44 specialità valtellinesi alla quali la Coldiretti ha assegnato la "Bandiera del gusto". Lasciatevi tentare anche dai sapori più dolci: la Bisciöla, tipico panettone valtellinese con noci, fichi e uvette e i “Biscotìn de Pròst”, piccoli biscotti a base di farina di frumento, zucchero e burro.

Vini rossi figli del freddo

La Valtellina è fin dai tempi dei Romani terra di viti e di vino, e già prima dell'anno Mille il prodotto delle sue vigne era importante ed apprezzato.

Oggi come ieri, nell’attraversare la vallata non si può non rimanere colpiti dallo straordinario sistema terrazzato di oltre 2500 km di sviluppo lineare, con una miriade di muretti a secco in sasso che rendono possibile la coltivazione della vite nelle zone migliori e più soleggiate delle Alpi Retiche; un vero e proprio tesoro per il quale è stata avviata la procedura per l’inclusione nel "Patrimonio Mondiale" UNESCO. 
I vini rossi che questa terra sa produrre, sotto la preziosa "cura" del Consorzio Tutela Vini di Valtellina, sono ottenuti da uve nebbiolo, un vitigno nobile dalla maturazione tardiva che ha saputo creare nel corso dei secoli un connubio perfetto con questa terra, dando alla luce vini unici come lo Sforzato o Sfursat di Valtellina, il cui nome nasce dalla tradizionale pratica di appassimento delle uve che in Valtellina ha origini antichissime.

Questo vino si ottiene dalla selezione fatta a mano dei migliori grappoli, lasciati poi appassire su graticci di legno, all’interno di un locale asciutto e ben areato, il Fruttaio, per almeno 110 giorni fino alla fine di gennaio. Durante questo periodo invernale è il clima della Valtellina a fare tutto il resto del lavoro, favorendo l’appassimento dei grappoli.

A fine gennaio l’uva ha perso circa il 40% del proprio peso, gli acini sono appassiti e il loro succo, concentratosi, ha sviluppato sostanze aromatiche particolari e molto intense. Alla pigiatura seguono una lenta fermentazione ed almeno 24 mesi di maturazione ed affinamento, prima in legno e poi in bottiglia. Lo Sforzato di Valtellina diviene così espressione unica di un vitigno, il Nebbiolo, e del territorio di questa affascinante valle alpina. Sempre dal vitigno nebbiolo nasce il Valtellina Superiore, suddiviso nelle cinque sottodenominazioni MaroggiaSassellaGrumelloInfernoValgella che si fregia della DOCG al pari dello Sforzato.