Vini DOC e DOCG

 

Scoprite la storia e il gusto dei vini della Valtellina che, fin dai tempi dei Romani, è terra di viti e vino. Provate ad attraversare la vallata: sarete sorpresi dallo straordinario sistema terrazzato con una miriade di muretti a secco in sasso che rendono possibile la coltivazione della vite nelle zone ripide e più soleggiate delle Alpi Retiche. Fermatevi dai produttori e chiedete di assaggiare il frutto del loro lavoro: i vini della Valtellina - protetti dal marchio DOC (Denominazione di origine controllata) e DOCG (Denominazioni di Origine Controllate e Garantite) – nascono da uve nebbiolo e hanno una grande personalità. Fra i DOCG non perdetevi lo Sforzato, un passito rosso secco  o il Valtellina Superiore, prodotto con le uve dell’area compresa tra Berbenno di Valtellina e Tirano, suddiviso nelle cinque sotto denominazioni Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. Lasciatevi condurre nel mondo della viticoltura dal grande regista Ermanno Olmi che proprio al vino della Valtellina ha dedicato il docu-film “Rupi del Vino”.

Info: www.consorziovinivaltellina.com
         www.stradavinivaltellina.com

Lo Sforzato, il re dei vini di Valtellina

 
 

Il più nobile dei "rossi" di montagna nasce nei mesi più freddi e da questo clima trae forza e profumi, struttura e personalità. Scopritene i segreti visitando le case vinicole valtellinesi.

Inverno stagione di vini? Sembra strano dirlo ma in Valtellina è così, sono proprio i mesi invernali quelli in cui nasce il re dei vini valtellinesi, lo Sforzato.

Il suo nome deriva dalla pratica di “forzare” ossia prolungare la maturazione dell’uva lasciando appassire i grappoli migliori per alcuni mesi dopo la vendemmia. I grappoli, selezionati prima della vendemmia, vanno raccolti a mano badando di non rovinare la buccia degli acini. Distesi in cassette, appassiscono naturalmente per circa tre mesi in locali asciutti e ben aerati; questo comporta un calo del peso originario delle uve: da 2 kg di uva fresca derivano 1,2 kg di uva appassita. I grappoli, staccati dalla pianta, continuano a vivere: il loro succo si concentra e si sviluppano sostanze aromatiche che non esistevano nell’uva fresca.

Tra gennaio e febbraio, le uve appassite sono vinificate in rosso con prolungata macerazione, seguono una lunga fermentazione (possibile solo grazie alla forza dei lieviti indigeni) e una lunga maturazione in legno e in vetro per un vino di gradazione notevole e grande corpo, un vino “da meditazione” da gustare in buona compagnia magari davanti al fuoco di un camino.
Scoprire i segreti di questo vino eccezionale non è facile, ma visitare le tante case vinicole valtellinesi può essere un punto di partenza… basta un po’ di curiosità e una telefonata per prenotare una visita.