Via del Latte

Via del Latte: alla scoperta degli alpeggi e dei loro prodotti

C'è una via di colore bianco, bianco latte. Percorre tutta la Valmalenco d'alta quota fino a raggiungere gli alpeggi che ogni anno, in estate, alpeggiatori e aziende agricole caricano con le loro mucche, per produrre eccellenze quali Bitto, Valtellina Casera e Scimudin.  

Quest'ultimo, frutto della lavorazione di ridotti quantitativi di latte che le famiglie conservano in piccole forme a pasta molle, nelle cantine su assi di legno, racchiude tutta la storia e le tradizioni contadine. Risalgono invece al 1.500 le origini del Casera, risultato dell'unione del latte di diversi allevatori. Mentre il Bitto, re dei formaggi, richiama  qualcosa di perenne che, col passare del tempo, affina gusto e intensità.  

Nei mesi più caldi, gli alpeggi della Valmalenco come l'alpe Oro, l'alpe Campagneda, l'alpe Sentieri, l'alpe Zocca e l'alpe Mastabbia, sono aperti alle viste. Turisti e curiosi possono raggiungerli per toccare con mano un'attività tipica della cultura di montagna e degustare i prodotti lattiero- caseari, frutto di fatica e tenacia.    

Per arrivare all'alpe Campagneda, basta partire da Lanzada e seguire le indicazioni per Campo Franscia e Campo Moro. Lasciata l'auto dopo l’uscita dalla galleria prima delle dighe, si prende la strada agrosilvopastorale che sale dolcemente sulla destra, seguendo le indicazioni degli alpeggi. Prima si arriva all’alpe Campascio, poi all’alpe Campagneda con le sue aziende agricole Pizzo Scalino e il Cornetto. 

L’alpe Airale e l'alpe Mastabbia si raggiungono da Chiesa in Valmalenco, seguendo le indicazioni per l’alpe Lago e il rifugio Bosio, oppure, in alternativa, da Torre Santa Maria, proseguendo in auto prima fino all’alpe Piasci e poi verso il rifugio Bosio. Ultima tappa l’alpe Mastabbia, uno degli angoli panoramici della Valmalenco, con ampia veduta su tutto il gruppo del Bernina e il fondovalle.  

Per raggiungere l'alpe Sentieri e l'alpe Zocca, ci si incammina in direzione Forbesina, partendo dal parcheggio di Chiareggio, in località Pian Del Lupo. Attraversati il nucleo di case e, all’imbocco della Val Sissione, il torrente, si inizia la salita lungo un sentiero ben tenuto sino all’alpe Sentieri. Su un piccolo pianoro, circondate da maestose conifere, ecco le abitazione dei fratelli Lenatti. Da qui, in poco tempo, si arriva alle conche dell’alpe Zocca dove si riconoscono i ruderi del rifugio Santo, un tempo base di partenza per le ascensioni al gruppo del Disgrazia.  

Anche per l'alpe Oro, il cui il nome deriva da antiche cave di pirite, si parte da Chiareggio, seguendo la strada militare per il passo del Muretto. Dopo l’abitato del Pian del Lupo si attraversa un bosco di conifere che, salendo, lascia intravedere la Val Sissone, con il monte Disgrazia e le cime sopra il ghiacciaio di Vazzeda. L’alpe Oro, su un terrazzo naturale appena sopra i 2000 metri, è leggermente spostata sulla destra rispetto alla strada principale ed è sede dell’azienda agricola Lenatti Alberto e Claudio.  

Caricare l'alpe è un mestiere faticoso che, però, regala tante soddisfazioni. Prima fra tutte l'essere ad alta quota, nel cuore delle Alpi, dove il profumo dell'erba fresca si mescola a quello frizzante e balsamico dell'ara. Tutt'attorno il silenzio rotto solo dal verso di qualche animale selvatico, dallo scorrere di un ruscello o dai campanacci di una mandria di bovini libera al pascolo. 

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