Tirano e dintorni

Dove soggiornare

Alberghi

  1. 5
  2. 4
  3. 3
  4. 2
  5. 1

Dove mangiare

Gustare la bresaola della Valtellina. Un salume delizioso e salutare, garantito dal marchio IGP, prodotto secondo le severe regole del disciplinare di produzione e nel rispetto della tradizione. Assaggiare le mele IGP di Valtellina, nelle varietà Golden Delicious, Red Delicious e Gala, un prodotto eccellente che presenta tutte le caratteristiche della mela di montagna: croccante, profumata, aromatica e succosa. Scoprire nel sapore del formaggio Bitto l'aroma delle erbe di montagna o degustare il formaggio Valtellina Casera, semigrasso di latteria di antica tradizione.

Tirano e dintorni

Grosio e il Parco delle Incisioni rupestri

Da Grosio in poi la Valtellina cambia aspetto. Si stringe tra due ripidi versanti montuosi coperti di boschi e rocce. L’Adda si fa torrente, il paesaggio diviene “aspro” e muta costantemente. Proprio qui, come un'ideale porta d'ingresso all'alta valle, sorge il paese di Grosio, che porta segni antichi di culture distanti nel tempo. Nel Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio è infatti possibile ammirare segni che si sono conservati dalla preistoria fino ai giorni nostri, in un contesto naturale unico. Qui popoli antichi hanno lasciato traccia del proprio passaggio, incidendo sulla roccia rappresentazioni di vita quotidiana. I graffiti coprono un arco temporale che va dal tardo Neolitico all’Età del Ferro. Guerrieri, figure antropomorfe e animali sono distribuiti sulla superficie della “Rupe Magna”, una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino.


 

Storia e cultura della Valtellina

 

La visita al Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio permette di conoscere la storia valtellinese più antica. Si tratta di un viaggio a ritroso nel tempo, partendo dall’età dei Metalli, attraverso le oltre 5000 figure rappresentate sulla Rupe Magna ed i reperti provenienti dagli scavi archeologici sui dossi di Grosio, ora esposti nell’Antiquarium.

 

La Rupe Magna di Grosio

 

La “Rupe Magna” è un sito archeologico di importanza straordinaria, dalla caratteristica forma a dorso di balena, ospita oltre 5.500 disegni di incisioni rupestri dell’Età del ferro, portate alla luce negli anni ’60, con disegni e figure antropomorfe in movimento, scene di caccia e di vita quotidiana, di animali e genti dell’XI secolo a.C.

 

L'Antiquarium

 

L’esposizione museale dell’Antiquarium si trova invece nelle sale attigue al Punto Informazioni ed al Bookshop, situato al pianterreno dell’edificio Ca’ del Cap. Il museo ospita una selezione significativa dei reperti riconducibili agli abitanti pre-protostorici rinvenuti sui Dossi di Grosio e dei ritrovamenti archeologici provenienti dal restauro dei due Castelli e della chiesa romanica.

 

Segni nella Natura

 

Il Parco di Grosio è inserito in un ambiente naturale di grande bellezza: il paesaggio è dominato da maestosi alberi di castagno, risorsa fondamentale per i valtellinesi fin dai tempi antichi, come fonte di cibo e legno. Vicino al Parco si possono inoltre osservare fenomeni naturali come il cosiddetto “bosco ripariale”. Nei pressi della Rupe Magna e sulla sua stessa superficie rocciosa è facile osservare la presenza di specie vegetali che possono sopravvivere anche in presenza di terreni poco profondi ed in un contesto climatico molto caldo e secco: muschi e licheni. Si possono vedere anche alcune specie di graminacee, di piante grasse del genere Opuntìa e cespugli di Timo Serpillo.

 

I Castelli

 

Il Castello di San Faustino, o “Castrum Groxii” risalente al X-XI sec. è stato oggetto di lavori di restauro da poco terminati. E' la costruzione più antica del Parco e dall’estremità meridionale del Dosso dei Castelli domina la valle. I resti murari conservati permettono il riconoscimento del perimetro del castello e di alcune strutture ad esso pertinenti. Tra queste svetta il campaniletto romanico, restaurato nella parte superiore verso la fine dell’800, attiguo alla piccola cappella che conserva, al centro del presbiterio, due sepolcri medievali scavati nella roccia: scavi recenti in questa area hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un edificio di culto anteriore alla costruzione del castello.

Il “Castrum Novum” Visconteo fu invece concepito per rispondere a mutate esigenze strategiche: è caratterizzato da una doppia cortina di mura, giustificata da necessità difensive, testimoniate anche dalla presenza di un poderoso donjon, cioè una torre interna fortificata alla quale veniva affidata l’estrema difesa del castello. Ad esclusione di una incursione da parte dell’esercito visconteo al comando di Giovanni Cane, che calò su Bormio sottomettendola a Milano (1376), il castello non venne coinvolto in fatti d’arme fino al 1526, quando il Governo grigionese delle Tre Leghe, nuovo signore della Valtellina, ne ordinò lo smantellamento insieme a tutte le fortificazioni esistenti in Valle. La fortificazione fu nuovamente riattata nel corso della Guerra di Valtellina (1620-1639) e, in particolare, durante la campagna condotta dal Duca di Rohan nel 1635. Benché ormai allo stato di rudere, il Castello Nuovo costituisce l’esempio meglio conservato e più interessante tra i castelli della provincia di Sondrio. Lo scavo archeologico condotto tra 1992 e 1997 su tutta la zona sud-occidentale all’interno del Castello Nuovo ha portato alla luce i resti di un insediamento sviluppatesi nell’età del Bronzo e nell’età del Ferro. I reperti associati alle varie fasi protostoriche delineate, esposti nell’Antiquarium del Parco, mostrano la presenza, in questo comprensorio dell’estrema Lombardia nord-occidentale, di aspetti culturali del tutto peculiari, caratterizzati da alterni rapporti ora con l’area transalpina dell’alta valle del Reno (Grigioni), ora con l’area sudalpina delle Alpi centro-orientali (Trentino-Alto Adige).

 

Visite guidate per gruppi e comitive

 

La visita guidata al Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio permette di conoscere la storia valtellinese più antica immergendosi in un suggestivo ambiente naturale. Si tratta di un viaggio a ritroso nel tempo, partendo dall’età dei Metalli. La sosta sulla Rupe Magna, rigorosamente a piedi scalzi, permette di vedere molto bene le incisioni più affascinanti come animali, rastrelli, oranti e coppelle. Si prosegue con le vestigia del Castello Vecchio, risalente al X-XI secolo, il campanile romanico della chiesa castellana e due sepolture longobarde scavate nella roccia, per poi ammirare il Castello Nuovo, fatto erigere attorno al 1350 dai Visconti di Milano, caratterizzato da una doppia cinta di mura difensive Medievali e dal poderoso donjon.

Per informazioni e prenotazioni : T +39 0342 847233 – M +39 346 3331405 info@parcoincisionigrosio.it