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6 Repubblica Cisalpina


Nel 1797, con la spedizione in Italia di Napoleone, Valtellina e Valchiavenna entrarono nella Repubblica Cisalpina. Un’assemblea a San Pietro Berbenno, tenutasi il 29 maggio di quell’anno, inneggiò alle nuove idee giacobine. Per la verità Napoleone avrebbe visto di buon occhio, per non guastare i rapporti con i Grigioni, che le due valli fossero unite alle Tre Leghe, a parità, quindi come quarta lega. Questa possibilità fu bocciata dalla maggioranza dei comuni grigioni anche per evitare che i cattolici prevalessero nella loro Repubblica. Resistenze si incontrarono in tutta la val San Giacomo e a Villa di Piuro (oggi Villa di Chiavenna), legati da intensi rapporti anche commerciali con i Grigioni, ma poi dovettero accettare l’annessione alla Cisalpina sotto i Francesi, decretata da Napoleone il 10 ottobre seguente. In tale occasione furono abrasi gli stemmi delle famiglie e distrutti i segni del precedente dominio. Furono distrutte statue, tra cui quella del governatore Pietro Salis, che quindici anni prima era stata issata sulla fontana del “Cantón” a Chiavenna.
Mentre la Valchiavenna fu amministrativamente aggregata al dipartimento del Lario, la Valtellina fu compresa nel dipartimento dell’Adda e Oglio con capoluogo Morbegno. Fu subito dato corso alla cosiddetta Confisca reta, che mise in vendita i beni dei cittadini grigioni, il cui valore assommava a circa 8.000.000 di lire milanesi. In tal modo i nobili locali accrebbero la propria potenza. Tale somma sarà restituita entro il 1860 nella misura del 45 per cento dei beni confiscati. Molti conventi nelle due valli furono soppressi e i beni confiscati.
Dopo i 14 mesi di governo austriaco, che allontanò temporaneamente i Francesi tra maggio 1799 e luglio 1800, fu proclamata la seconda Repubblica Cisalpina: Valtellina e Valchiavenna furono unite con centro Morbegno e poi, come dipartimento dell’Adda, con capoluogo Sondrio.
Nel 1803 fu introdotta per la prima volta la coscrizione obbligatoria, che spinse molti a emigrare o a disertare sulle montagne. Intanto nel 1805 si passava al regno d’Italia con Eugenio Beauharnais vicerè. L’anno dopo veniva introdotto il nuovo codice civile, mentre l’editto di Saint Cloud allontanò i cimiteri dai sagrati delle chiese, il che si verificò spesso solo nei decenni successivi.
In tema di opere pubbliche, tra il 1804 e il 1807 si costruì la nuova strada da Colico a Sondrio: un impulso fu dato agli studi con l’apertura di un liceo nel capoluogo. Cominciarono le prime ricerche sulle condizioni di vita dei contadini e le indagini statistiche sulla difficile situazione economico-sociale.
Sconfitto Napoleone, nel 1815 il congresso di Vienna assegnò Valtellina e Valchiavenna al Regno lombardo-veneto sotto l’Austria, che procedette a un riordino amministrativo, istituendo nelle due valli la provincia di Sondrio. 


  
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